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Premio 2022: un'eredità condivisa




Questa diciassettesima edizione del Premio Hombres ha l’arduo compito di commemorare la memoria storica del suo fondatore, Enzo D’Urbano, venuto a mancare lo scorso 25 Dicembre. Non si tratta soltanto di spendere qualche parola di elogio in suo ricordo, ma di rendere giustizia all’anima stessa di questo evento, per come è stata pensata in origine. Il Premio Hombres nasce come crocevia di idee, esperienze e passioni infuse in opere di declinazione letteraria o fotografica, offrendo un luogo in cui queste possano trovare la possibilità di determinarsi. Un luogo dinamico, che coniuga le esigenze di espressione artistica con le tradizioni e l’accoglienza delle comunità ospitanti. Col tempo il Premio si è scoperto itinerante, rispondendo alla necessità di ampliare la rete di comunità da arricchire e da cui trarre ispirazione.

È così che lo aveva pensato mio padre, adempiendo instancabilmente a questo impegno per diciassette anni. Potevo ammirarlo nell’atto di dar vita a ogni edizione del Premio già molti mesi prima che la cerimonia si svolgesse e soltanto ora, che mi ritrovo mio malgrado nel suo ruolo, riesco a percepirne l’incombenza. Anche nella mia inesperienza conservo però il vantaggio dato dal suo esempio, un lusso che a lui non era concesso. Così, tra sentieri battuti e luoghi sconosciuti, si definisce questa nuova realtà, pervasa dal pressante sentimento dell’assenza. Un vuoto costellato di memorie, denso di sentimenti, fumoso, avvolgente, imperscrutabile, un vuoto permeato dall’essenza.

Questa edizione del Premio Hombres la immagino come un viaggio da fare insieme, la definizione di un inizio nato ormai diciotto anni fa (2004). Per queste ragioni abbiamo ritenuto che fosse opportuno tornare nel luogo d’origine, il borgo di Pereto, cercando di dare la giusta conclusione al lungo percorso fatto dal suo fondatore, mio padre, così che inizio e fine possano coincidere e in qualche modo il viaggio continuare.

Vorrei quindi ringraziare tutte le persone che hanno fornito supporto a questo grande progetto, in particolar modo i collaboratori, giuria e tecnici, i sostenitori, sindaci, funzionari comunali, sponsor e partecipanti, che hanno accompagnato mio padre lungo il percorso. Voglio ringraziarli una volta di più per aver continuato a credere in lui e nella sua eredità anche dopo la sua scomparsa.

Nonostante il Premio sia ormai orfano del padre, credo abbia raggiunto una maturità tale da potersi voltare indietro senza smettere di andare avanti. Non cesserà pertanto di essere un ricettacolo di idee, opere e conoscenze, sintetizzandole in una cultura fruibile, aperta a tutti e sensibile alle esigenze del territorio. Continueremo questo viaggio insieme al Premio Hombres, proprio come fece mio padre. Nonostante saremo sprovvisti della sua guida, anche se non saremo perfetti, faremo della sua testimonianza un esempio, della sua visione un’eredità condivisa. Così, commemorarlo non significherà più piangerne l’assenza, ma salvaguardarne il retaggio.

Tiziano D’Urbano Basile

(Articolo tratto dalla rivista Hombres 2022)

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